Paolo Scheggi (1940-1971)
Lot 36 DA UNA COLLEZIONE PRIVATA MILANESE
FROM A PRIVATE MILANESE COLLECTION

Paolo Scheggi (1940-1971)

Zone riflesse

Closed29 April 2015

Price Realised

EUR 240,600

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Paolo Scheggi (1940-1971)
Zone riflesse
firma, titolo e data Paolo Scheggi zone riflesse '64 (sul retro)
acrilico bianco su tre tele sovrapposte
cm 40x30
Eseguito nel 1964
Opera registrata presso l'Associazione Paolo Scheggi, Milano, n. APSM013/0001, come da autentica su fotografia in data 24 settembre 2014

Studio Sant'Andrea, Milano
Poleschi Arte, Milano
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 2007 c.

Specialist note

Processo teorico:
Gli oggetti sono quadrati e derivati da operazioni sul quadrato.
Lo spazio è suddiviso mediante rotazioni di spirali logaritmiche, parabole logaritmiche, rapporti modulari e continui.
Le forme inscritte hanno strutture elementari.
Situazione:
Questa ricerca sistematicamente sperimentale trae le sue origini spirituali ma non metodologiche nell'elementarismo e nel concretismo.
Non si propone di essere rottura e alternativa, bensì il proseguimento storico e quindi dinamico delle esperienze visuali, non come mero e semplicistico esercizio di fenomenologia ottico-fisica, ma come struttura tesa ad ampliare la percezione.
Pertanto l'instabilità delle stesse visualità degli oggetti, e il divenire della ricerca, costituiscono il metodo operativo, che rifiutando ogni intendimento e attributo di artisticità, tende senza estrazioni naturalistiche e istanze animiche, ad una maggiore dialettica conoscitiva.

PAOLO SCHEGGI, Milano, giugno 1964


Theoretical process:
The objects are square and derived from operations on the square. The space is divided by means of rotation of logarithmic spirals, logarithmic parabolas modular and continual relations.
The inscribed forms have elementary structures.
Situation:
The spiritual but not the methological origins of this systemathically experimental research lie in elementarism and concretism.
It does not propose to rupture and to be alternative, but to be the historic and thus dynamic continuation of visual experience, not as a mere and simplistic exercise in optical-physical phenomenology, but as a structure intended to broaden perception.
Therefore the instability of the very visuality of objects and the coming into being of research, constitute the operative method which, by rejecting any intention and attribute of art, tends without naturalistic extractions and spiritual impulses towards a greater investigative dialectic.
PAOLO SCHEGGI,Milano,giugno 1964