Paolo Scheggi (1940-1971)
Lot 25

Paolo Scheggi (1940-1971)

Zone riflesse

Closed6 April 2016

Price Realised

EUR 442,200

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Paolo Scheggi (1940-1971)
Zone riflesse
firma, titolo e data Paolo Scheggi Merlini zone riflesse '62 (sul retro)
acrilico rosso su tre tele sovrapposte
cm 50x70
Eseguito nel 1962
L'opera è stata inserita nel Catalogue raisonné dell'opera di Paolo Scheggi a cura di Luca Massimo Barbero con il codice: 62 T 35

Galleria Elleni, Bergamo
ivi acquisito dall'attuale proprietario all'inizio degli anni Novanta

Specialist note

'Per Paolo Scheggi, l'arte ha sempre significato ricerca: indagine che l'uomo compie sulla realtà attraverso se stesso Scheggi aveva compreso che l'opera d'arte doveva muoversi - originandosi - da una precisa intenzionalià, in uno sforzo continuo di massimo rigore.

Era profondamente consapevole che l'arte è partecipe della realtà rispecchiata nel rispecchiamento artistico; nell'arte, Il problema arte è problema che intreccia di se qualsiasi problematica. Proprio questa consapevolezza diede a Scheggi la lucidità necessaria per capire con rigorosa puntualità di aver raggiunto, ad un certo stadio di quella sua ricerca, il punto di 'non oltre'. La serietà del suo impegno gli impediva di indugiarvi riflettendo narcisisticamente un risultato in un numero, che da allora in poi poteva essere infinito, di opera improduttivamente belle.'


'For Paolo Scheggi art always meant research: the inquiry man carries out on reality through himself Scheggi had understood that the art work had to be driven by - and originate in - a precise intentionality, in a constant effort of maximum vigour.

He was profoundly aware that art participates in the reality mirrored in the artistic mirroring; in art, the art problem is a problem that intertwines any problematic with itself. It was precisely this awareness that gave Scheggi the necessary lucidity to understand with rigorous specificity that he had reached, at a certain stage in his research, the point of 'no further'. The seriousness of this commitment prevented him from lingering, reflecting narcissistically a result in a number, which from then on could have been infinite, of unproductively beautiful works.


AGOSTINO BONALUMI (F. Pola, Scheggi. The Humanistic Measurements of Space, exh. cat., London 2014, p. 173)