Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Lot 1

Salvatore Scarpitta (1919-2007)

Mas Dos (Dos Mas)

Closed25 May 2011

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EUR 164,600

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Salvatore Scarpitta (1919-2007)
Mas Dos (Dos Mas)
firma, data e titolo Salvatore Scarpitta 1959 'Dos Mas' (sul retro)
bende e tecnica mista su tavola
cm 74,5x84,5
Eseguito nel 1959

Patricia Dandignac, New York
Leo Castelli Gallery, New York
Collezione privata, Roma

Specialist note

"La tela attorta, tirata, tagliata e strappata, tesa come la capote d'una vecchia automobile o come la copertura di un carro a buoi del Far West, gonfia come una vela schioccante nel vento o rigida come una fasciatura, allegra come una tovaglia macchiata dall'euforia di un banchetto o tragica come un lenzuolo d'obitorio. La tela: questo così umano tegumento, dall'uomo tessuto e all'uomo destinato, che lo accompagni e lo protegga dal primo vagito all'estremo singulto; questo elemento così importante di ogni civiltà, contadina, marinara o pastorale; questa alfa e omega, infine e soprattutto, del pittore postmedievale, dell'artista moderno: eccola da Scarpitta elevata ad unica materia del suo lavoro. Sinora la più adatta, di quante fin qui ne ha sperimentate - colori a olio o a tempera, terre, gesso e sabbia, secondo le tecniche più tradizionali e le più relativamente nuove - ad accettare e restituire, "comunicare", quella concezione essenzialmente dinamica del mondo che è peculiare all'artista italo-americano e che ne ha caratterizzato e definito la ricerca a partire dalle primissime prove.
Questa tela, su cui tanto facile sarebbe impiantare un lungo discorso letterario ove ci si fermasse a quegli aspetti più appariscentemente simbolici che abbiamo rilevato all'inizio, è per Scarpitta puro medium plastico. Essa non ha né un valore neodadaista (di "oggetto trovato" ed eletto a manifestazione squisitamente, irripetibilmente personale) né un valore simbolico (di "apparizione", "presenza evocativa" e insieme "memoria"), ma è soltanto materia anonima che va piegata, tesa e foggiata in funzione espressiva. Con un processo faticoso e difficile che esclude ogni automatismo e richiede anzi un controllo ed una coscienza altissimi, come è del resto nel temperamento del pittore, da un pezzo persuaso che il flusso dell'informe vada finalmente scandagliato (dentro e fuori di sé medesimi) e ne venga tratta un'immagine personale ma fedele del mondo". (C. Vivaldi, Salvatore Scarpitta, Roma 1959, cit. in Salvatore Scarpitta Catalogue Raisonné, Milano 2005, p. 412)